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Terrorismo: p. Anataloni (“Missioni Consolata”), “è vincitore chi sparge semi di amore, rispetto, accoglienza”

“I veri vincitori oggi, non sono i fanatici dell’Isis, i trafficoni delle multinazionali a caccia di guadagno facile, i ‘senza volto’ di quel sistema finanziario che con i suoi giochi di borsa mette in ginocchio intere nazioni, i trafficanti di uomini, i mafiosi e i ricchissimi di questo mondo. È vincitore chi pur nelle grandi difficoltà non rinuncia alla sua umanità e ogni giorno, là dove vive, sparge semi di amore, rispetto, accoglienza, simpatia e gioia”. Lo afferma padre Gigi Anataloni, direttore della rivista “Missioni Consolata”, in un editoriale pubblicato da “La Voce del Tempo”. “Ci sono i sussurri delle sofferenze del mondo che non fanno notizia”, osserva padre Anataloni, “e poi ogni giorno ci sono cattive notizie da togliere il fiato: da Dacca, dall’Iraq, da Nizza, dalla Puglia, dagli Usa, dalla Turchia. Nessun posto sembra sicuro”. In un clima di “paura e rabbia”, “l’io prevale sul noi, la sfiducia nelle istituzioni fa crescere il ‘fai da te’ populista, gli ‘altri’ diventano una minaccia e si cerca il capro espiatorio”, aggiunge il direttore, per il quale “è il tempo della solitudine e dell’indifferenza, il tempo dei miei diritti e non dei doveri”. Ma “innumerevoli sono i giovani e gli adulti impegnati in mille iniziative diverse per costruire un mondo più fraterno e più umano, un’umanità silenziosa e attiva che non si arrende alla paura e alla rabbia, al pregiudizio e alle semplificazioni manichee”. “Io sto dalla parte di questi – rivela Anataloni – di chi crede ancora che l’unica maniera di vincere l’odio è l’amore. Sto con chi, pur con le lacrime agli occhi, dice ‘perdono’ oppure ‘non avrai il mio odio’. Sto con chi, come i missionari in Sud Sudan, rimane – senz’armi e a prezzo della propria vita – là dove la guerra è più feroce per essere dalla parte dei più deboli, delle donne stuprate, di chi fugge dalle proprie case e non ha neppure più lacrime per piangere”. Per fare “del bene senza tornaconto”, “non occorre essere eroi”. “Basta essere uomini – conclude Anataloni – a immagine dell’uomo Gesù, un ostinato e ottimista seminatore di vita”.