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“Il valore di ogni persona umana, la preziosità della vita, la fiducia nella ragione e nel dialogo: questi, sì, sono i valori che l’Europa ha conquistato e che deve difendere, con le unghie e con i denti. Forse è proprio questo il suo compito storico, la sua missione oggi, la sua ‘vocazione’ in questo inizio di XXI secolo”. Lo afferma don Alessio Magoga, direttore de “L’Azione”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale della diocesi di Vittorio Veneto. Magoga ripercorre i recenti eventi sanguinosi – Nizza, Turchia, Würzburg – evidenziando che “si tratta di fatti molto diversi tra loro, certamente, ma che hanno almeno un filo rosso che li accomuna e che riguarda la deriva violenta che coinvolge una parte dell’Islam”. “Gli analisti internazionali – prosegue – con crescente lucidità denunciano che dietro agli attentati terroristici non ci sono solo dei ‘lupi solitari’ malati psichicamente o delle strutture terroristiche clandestine, ma anche potenti nazioni – alcuni Paesi del Golfo – che sovvenzionano i gruppi terroristici e promuovono i predicatori dell’odio”. “La questione è complessa”, osserva don Magoga, per il quale “lo è per gli stessi musulmani, che sono le prime vittime di questa deriva violenta”. “Alcuni esperti – aggiunge – sostengono che l’Islam debba affrontare al suo interno con chiarezza la questione del rapporto tra fede e violenza”. “Il nostro stile di vita non è ‘il migliore dei possibili’: ha generato squilibri economici a livello mondiale e ha deturpato l’ambiente”, rileva il direttore, rifacendosi alla Laudato si’ in cui “Papa Francesco esprime l’opinione che il nostro stile di vita debba essere modificato in una prospettiva di maggiore giustizia sociale e di un’ecologia integrale”. Ma “vanno mantenuti e difesi i valori dell’Occidente: quelli che hanno reso l’Europa uno dei luoghi al mondo – se non ‘il’ luogo – in cui la persona è rispettata nella sua interezza”, sostiene don Magoga, per il quale “i gesti di coraggio e di umanità – come quello del motociclista che ha cercato di fermare il camion o la gara di solidarietà per prendersi cura dei feriti e per ritrovare i dispersi della notte di Nizza – sono la strada giusta, la via più eloquente per affermare il valore della persona”.