Memoria

Gmg 2016: Oswiecim, un centro di dialogo vicino al campo di Auschwitz

(dagli inviati Sir a Cracovia) Si chiamano “Alle soglie di Auschwitz”, e sono incontri “durante i quali sperimentiamo la vittoria dell’umanità che ci fa sperare in un futuro migliore”. A presentarceli è padre Jan Novak, il direttore del Centro di dialogo e preghiera di Oswiecim, a due passi dal campo di concentramento di Auschwitz. “Si tratta – spiega – di incontri con ex prigionieri ebrei e cristiani, con giovani tedeschi e polacchi, con professori, sacerdoti, rabbini di varie nazioni. Riescono bene solo quando le persone sono aperte e hanno desiderio di ascoltare”. “Quasi sempre – prosegue il direttore del Centro, guidato dalla Fondazione di Cracovia e sorto nel 1992 per iniziativa del cardinale Francesco Macharski, d’intesa con i vescovi d’Europa e i rappresentanti delle istituzioni ebraiche – qui si incontrano persone ferite: gli ebrei sono feriti dal ricordo del tentativo di distruzione della loro nazione, i polacchi pensano alla frequente violazione della loro sovranità da parte di potenze straniere e i tedeschi sono feriti per la consapevolezza delle colpe presenti nella loro storia. Non è facile aprirsi. Per questo ci vuole fiducia. Costruirla è il nostro principale compito”. Di qui l’idea di “creare un luogo di riflessione, formazione, scambio di idee e di preghiera per tutti coloro che sono sconvolti da quello che qui è avvenuto”. Un modo per “rendere omaggio alle vittime e per contribuire alla costruzione di un mondo di reciproco rispetto, di riconciliazione e di pace”. A prescindere da quale sia la religione di appartenenza: perché il punto è “ricostruire la dignità dell’uomo, passo dopo passo, per quanto ne siamo capaci”.