Dialogo

Ecumenismo: Sae, iniziata ad Assisi la 53ª sessione sul tema “Quello che abbiamo veduto e udito noi l’annunciamo”

Oggi si è aperta 53ª sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (Sae) che, per il secondo anno consecutivo, si svolge nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. “Siamo circa 250 corsisti, e impareremo a conoscerci nelle nostre identità sia geografiche (proveniamo da tutta Italia), sia religiose: siamo cattolici-protestanti-ortodossi-ebrei e qualche musulmano”, ha detto Donatella Saroglia, membro del Comitato esecutivo del Sae (del gruppo di Milano), nella relazione introduttiva. Per l’occasione le erano accanto gli altri membri del Comitato esecutivo, cioè i collaboratori diretti della Presidente, scelti tra i soci dei gruppi locali del Sae di Venezia, Roma, Napoli. Le parole del Salmista – “Com’è bello come dà gioia che i fratelli stiano insieme” 132(133), cantate in ebraico nella preghiera d’apertura – ha proseguito Saroglia, “interpretano al meglio il sentimento che sperimentiamo ogni volta che condividiamo momenti significativi della nostra vita”, in un “percorso al contempo faticoso ed emozionante”, che a più di cinquant’anni dagli inizi vede i membri del Sae, “laici e interconfessionali, a cercare di accompagnare le nostre chiese verso quel rinnovamento ecumenico citato dalla fondatrice del Sae, Maria Vingiani”. Il tema di questi giorni è legato alla natura del Sae, ma anche a molti eventi con forte ripercussione ecumenica. Proprio per questo motivo, la prima delle nostre due sessioni dedicate a “Tradizione, riforma e profezia” ha come tema portante il versetto 3 del capitolo primo della Prima Lettera di Giovanni: “Quello che abbiamo veduto e udito noi l’annunciamo”.