Dopo il fallito golpe
“A Renzi e Gentiloni vogliamo esprimere la preoccupazione di una categoria che già prima di questo golpe aveva più volte portato all’attenzione delle istituzioni la vicenda turca. La Turchia ancor prima del golpe infatti era la più grande prigione a cielo aperto per i giornalisti. La repressione nei confronti dei giornalisti va avanti già da tempo”. Lo ha affermato il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso, in un’intervista a Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando il mandato d’arresto per decine di giornalisti messo in atto dalle autorità turche. “Quello che sta accadendo in Turchia – ha aggiunto Lorusso – non ha niente a che vedere con lo stato di diritto e la democrazia. È in atto una repressione di massa insieme a una serie di epurazioni che colpiscono giornalisti, magistrati, insegnanti e militari. Tutto questo dovrebbe preoccupare, al di là degli appelli, le istituzioni europee e i rappresentanti dei governi dell’Unione europea e degli Usa”. Lorusso, eletto a giugno nel comitato esecutivo della Federazione internazionale dei giornalisti, ha chiesto alle “istituzioni internazionali” di “muoversi nel quadro delle norme del diritto internazionale e di adottare delle misure anche di embargo totale o parziale come avvenuto con la Russia”.