Messa

Ecumenismo: mons. Sorrentino (Assisi), “tutti chiamati a imparare la pedagogia di Dio”

“Dalle mani di Dio tutto è uscito buono. Non ne siamo mai abbastanza convinti! C’è un amore che precede la creazione e una storia di amore che la accompagna”. Lo ha detto, ieri sera, il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, nella messa celebrata nell’ambito della 53ª sessione di formazione ecumenica del Sae, in corso ad Assisi. “Tutto è nato buono, e non perde mai, anche dentro le più grandi infedeltà, il Dna di questa originaria bontà – ha osservato il presule -. È per questo che siamo chiamati, nonostante tutto, a lodare e a ringraziare. È quello che la Parola di Dio ci invita a fare, soprattutto nel rendimento di grazie che è proprio della celebrazione eucaristica”. È quello, ha spiegato, che “qui ad Assisi, sempre di nuovo, ci insegna quel grande profeta della lode che è Francesco d’Assisi. Contro i manicheismi che ci fanno dividere a priori il mondo in bianco e nero, e contro i catastrofismi che ci fanno solo lamentare e disperare, dobbiamo sempre ricordare il fondo di bontà che Dio stesso ha plasmato, preserva e conserva gelosamente, perché l’uomo abbia sempre un punto dal quale ripartire. Questa fondamentale bontà, frutto della creazione e della redenzione, fa sempre i conti, anche nella storia della Chiesa, con il mistero del male”.
“Pur fondamentalmente sconfitto dalla Croce di Cristo”, Satana “genera infedeltà e peccato nel campo di Dio. La stessa divisione tra i cristiani sta dentro questo mistero buio del male. Ne siamo tutti, in qualche modo responsabili, nella misura in cui lasciamo spazio al seminatore di zizzania. Ma siamo anche tutti chiamati a imparare la pedagogia di Dio. Una pedagogia che sa avere i tempi lunghi della pazienza, della misericordia, dell’attesa, sapendo che il giudizio alla fine sarà inevitabile, ma che intanto ci viene dato il tempo propizio della conversione”. La colletta è stata devoluta ai corridoi umanitari attivati da Fcei e Comunità di S. Egidio a favore di profughi e richiedenti asilo.