Live da Cracovia
“Maturità non significa essere musoni ma saper distinguere i tempi e sapere veramente bene come stanno le cose. Quando c’è da fare festa si fa festa, ma una festa vera, non sguaiata, vuota ed effimera, quando c’è da pensare e riflettere si riflette. I nostri giovani sono maturi in modo diverso, e spetta a noi adulti e alla Chiesa intercettare questa ricchezza senza appiattirla o mortificarla ma accompagnarla”. È il commento a caldo del segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, rilasciato al Sir, alla fine della Festa degli italiani che si è svolta fino a ieri sera tardi nella distesa adiacente il santuario della Divina Misericordia di Lagiewniki, nell’ambito della Gmg di Cracovia. Alla Festa hanno partecipato oltre 70mila giovani che hanno cantato con i Nomadi, Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana, Simona Molinari e ballato con Valerio Jovine, Moreno e il dj Vincenzo Molino, emozionandosi con gli acrobati del Cirko Vertigo, ma soprattutto con le parole di san Giovanni Paolo II. Quando sui maxischermi sono passate le immagini di Giovanni Paolo II, i giovani hanno fatto grande silenzio per poi inneggiare al Papa santo ideatore delle Gmg. Poco prima, chiudendo la messa anche il cardinale Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, aveva esortato i giovani a essere “testimoni della fede”, “con coraggio”, nella concretezza della vita di ogni giorno.