Catechesi

Gmg 2016: mons. Miglio (Cagliari), “la misericordia non è debolezza”

foto SIR/Marco Calvarese

(dagli inviati a Cracovia) “La misericordia è la forza che rende possibile il perdono; la misericordia è la forza che costruisce il futuro”. La testimonianza di Francesco Pirini scuote i ragazzi, e monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, non si sottrae alle loro domande durante la catechesi odierna alla Gmg di Cracovia. Come ristabilire la giustizia? Quando il perdono è vero? Come convivere con l’odio “di tutti i giorni”? Come costruire un popolo europeo? “Stiamo imparando in questi giorni – riflette il vescovo – che la misericordia non è debolezza. La misericordia è più forte della vendetta e dell’odio, perché è amore che trasforma”. Ma esercitare misericordia non è facile: “Il perdono non è un attimo, è un cammino. Perdonare è curare le ferite, e per questo ci vuole tempo”. La prima terapia contro l’odio è “saper ridere di noi stessi, scendere dal piedistallo e accettare i nostri limiti”. E la seconda è “imparare a guardare e toccare le persone, ad avvicinarci e abbracciarci”. Un programma di misericordia molto concreto, quello tracciato dal vescovo: “Si parte dalle opere di misericordia: gesti semplici, alla portata di tutti”. L’impegno di una vita misericordiosa si può articolare poi su tre livelli: mettersi a servizio davanti ai problemi del mondo, per esempio con azioni di volontariato; testimoniare con gioia, come Piergiorgio Frassati, lo stile del Vangelo, anche controcorrente rispetto alla cultura del tempo; e sostenere i cuori delusi e affaticati che incontriamo nella vita. “Le opere di misericordia costruiscono una società di misericordia: una società che orienta gli strumenti della giustizia umana in una prospettiva di ricostruzione”. E il sogno della misericordia non ha confini: “Settanta anni fa, la violenza diede la spinta a costruire un’Europa unita. Proprio oggi, davanti a gesti terribili che ricordano quei tempi, capiamo che è il tempo di lavorare per costruire non solo un popolo europeo, ma un popolo mondiale”. Un popolo animato dalla forza della misericordia.