Viaggio apostolico
“Papa Francesco è venuto come un padre, ha parlato ai vescovi polacchi da padre. Lo stesso ha fatto ieri con i giovani, in questo caso si è rivolto a loro con la tenerezza di un nonno. Questo modo di essere del Papa è molto apprezzato. I polacchi hanno ricambiato questo suo amore andando ieri in massa a Jasna Gora, per la messa del 1050° anniversario del battesimo della Polonia. Ieri alla messa c’erano circa 500mila polacchi, mai vista una cosa simile”. La Gmg è al giro di boa e a tratteggiare un primo commento al Sir è il portavoce dei vescovi polacchi, mons. Pawel Rytel-Andrianik. Ma le immagini più belle sono quelle di Auschwitz: “Il Papa ci lascia una fotografia indelebile – dichiara il portavoce -. La scritta di ingresso al campo di Auschwitz, ‘Arbeit macht frei’ (dal tedesco: ‘Il lavoro rende liberi’), mentre il Papa varcava il cancello in solitudine, per un gioco di luci, si è riflessa sulla sua tonaca bianca. In quel momento è come se avesse preso con sé, in quel tratto di strada, la sofferenza di quel luogo. Le parole lasciate sul ‘Libro d’Onore’ ad Auschwitz raccontano proprio questo: ‘Signore, abbi pietà del tuo popolo. Signore, perdono per tanta crudeltà’. Sono queste le uniche parole che hanno scandito la visita del Pontefice ai campi di sterminio. La terza di un Papa”.
“Il primo – ricorda mons. Rytel-Andrianik – fu Giovanni Paolo II, nel 1979, polacco, rappresentante di un popolo vittima della furia nazista. Poi nel 2006 fu la volta di Benedetto XVI, tedesco, dalla nazione carnefice. Le parole di Benedetto XVI, in quell’occasione, furono: ‘Prendere la parola in questo luogo di orrore… è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania’. Ora è Francesco, che viene da lontano e che riconsegna la memoria della tragedia dell’Olocausto nelle mani di tutta l’umanità, perché non abbia a ripetersi mai più”. Infine una parola sulla città di Cracovia: “Ha aperto le sue porte ai giovani e si conferma ancora di più capitale della misericordia”. Qualche problema nei trasporti? “Con un milione di giovani in città qualche problema può verificarsi. I giovani sanno come vivere anche qualche piccolo disagio, con pazienza e misericordia”, conclude il portavoce. E i volti sorridenti dei giovani che in questi minuti stanno raggiungendo il parco Blonia per la Via Crucis con il Papa, sembrano dargli ragione.