Viaggio apostolico
(dagli inviati Sir a Cracovia) “Il volontario delle Giornate mondiali della gioventù non è solo un operatore, è sempre un evangelizzatore, perché la Chiesa esiste e opera per evangelizzare”. Lo ha detto il Papa, che alla Tauron Arena, nel suo ultimo appuntamento pubblico prima di salire sull’aereo per rientrare a Roma, ha tratteggiato un identikit del volontario partendo dallo stile di Maria, e in particolare da tre caratteristiche: “L’ascolto, la decisione e l’azione”. “Maria – ha detto Francesco nel discorso consegnato a mons. Damian A. Muskos, coordinatore generale del Comitato organizzativo della Gmg di Cracovia – ascolta anche i fatti, gli eventi della vita, è attenta alla realtà concreta e non si ferma alla superficie, ma cerca di coglierne il significato”. “Maria ascolta, riflette, ma sa fare anche un passo in avanti: decide”, ha sottolineato il Papa, ricordando che “nella vita spesso è difficile prendere decisioni, sicché tendiamo a rimandarle, magari a lasciare che altri decidano al nostro posto; oppure preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la ‘tendenza’ del momento; a volte comprendiamo quello che dovremmo fare, ma non ne abbiamo il coraggio, perché ci sembra troppo difficile andare controcorrente… Maria non teme di andare controcorrente: con il cuore saldo nell’ascolto, decide, assumendosi tutti i rischi, ma non da sola, insieme con Dio”. Infine, l’azione: Maria si mette in viaggio “in fretta”, perché “in lei c’è la forza della Parola di Dio. E il suo agire è pieno di carità, pieno d’amore: questa è l’impronta di Dio. Maria va da Elisabetta non per sentirsi dire che è brava, ma per aiutarla, per rendersi utile, per servire. E in questo uscire dalla sua casa, da sé stessa, per amore, porta quanto ha di più prezioso: Gesù, il Figlio di Dio, il Signore”.