Crisi umanitaria

Venezuela: Padrón (presidente vescovi), “non c’è alcun tipo di dialogo con il governo”

“Non c’è alcun tipo di dialogo con il governo, meno che mai con la Conferenza episcopale, perché vedono in noi un nemico”. È quanto afferma, in un’intervista al Sir, monsignor Diego Rafael Padrón Sánchez, arcivescovo di Cumaná e presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, a proposito della grave crisi umanitaria e politica nel Paese latinoamericano. “Ci accusano di essere ideologizzati, ma noi ci limitiamo a raccontare la situazione reale del Venezuela così com’è realmente – dice -. Non possiamo acquistare i farmaci perché sono troppo costosi. Gli stipendi mensili non bastano mai. Facciamo a meno di tutto. Non c’è zucchero, non c’è burro, latte, formaggi. Mangiamo solo verdure. La carne raramente. A Caracas non si trova nulla e quello che c’è costa tantissimo. Bisogna andare in altre città a cercare cibo o tentare di passare la frontiera con la Colombia, che però è stata di nuovo chiusa”. Mesi fa la Conferenza episcopale ha chiesto al governo l’autorizzazione per poter far entrare farmaci e cibo dall’estero “ma non hanno voluto”. “Promettono di superare questa situazione con aiuti esterni. Sono sicuri che tra 15 giorni arriveranno aiuti dalla Cina, con navi che porteranno cibo. Secondo noi non è sufficiente perché la gestione è comunque nelle mani dei militari, che sono bravi nell’ordine, nella disciplina, ma non sanno come risolvere il problema economico. Alla fine falliranno, come tante altre volte”, conclude.