Viaggio apostolico

Papa ad Assisi: p. Gugliotta (custode Porziuncola), “creatività” e “rinnovamento”

Un evento che “certamente, come sul nascere del Perdono, sottolinea lo stretto legame tra il Poverello di Assisi e la Chiesa tutta nella persona del Vescovo di Assisi e del Santo Padre”. Così padre Rosario Gugliotta, custode del Santuario della Porziuncola, definisce la visita che Papa Francesco farà questo pomeriggio. “L’incredibile creatività e il rinnovamento di Francesco d’Assisi, sempre splendidamente coniugati con l’amorevole obbedienza alla Madre Chiesa”, sintetizza a proposito della “festa speciale”, per la ricorrenza dell’VIII Centenario dalla concessione dell’Indulgenza della Porziuncola: “Un Giubileo del Perdono provvidenzialmente che segue l’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco”. Riassumendo il programma delle due ore e mezza di permanenza di Bergoglio ad Assisi, che ritorna nella città del “poverello” tre anni dopo il suo viaggio pastorale, padre Gugliotta ricorda, in una nota, che “il primo momento, di una portata tale da potersi paragonare solo alla semplicità con cui si svolgerà, è il momento personale di preghiera in Porziuncola”, attraverso la quale Francesco ricorda ai francescani, e a tutti i fedeli che in questi 800 anni hanno solcato la soglia della Porziuncola, che è “uno di noi, che prima di essere pastore, lui stesso fa parte del gregge salvato da Cristo, unico salvatore. Con il secondo momento, la catechesi su un brano del Vangelo, “vedremo Papa Francesco nella veste del pastore”, commenta il francescano: “Ascolteremo il suo insegnamento, e ci auguriamo davvero che la sua capacità di arrivare al cuore di tanta gente, possa favorire l’accoglienza di una parola speciale che dalla Porziuncola si irradia nel mondo intero: perdono!”. Infine, un “gesto di tenerezza”, l’opera di misericordia a cui tende l’Indulgenza e tutta la vita cristiana, la visita “ai nostri frati infermi” ospitati nell’Infermeria provinciale: “Anche questo momento vissuto in assoluta discrezione, senza telecamere o giornalisti al seguito”, sottolinea Gugliotta.