Viaggio apostolico
“Voglio mandarvi tutti in paradiso!”. Nella sua meditazione alla Porziuncola, il Papa è partito dalle parole del Santo di cui ha scelto, primo Papa nella storia, di portare il nome: “Cosa poteva chiedere di più bello il Poverello di Assisi, se non il dono della salvezza, della vita eterna con Dio e della gioia senza fine, che Gesù ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione?”, si è chiesto Francesco a proposito delle parole pronunciate dal Santo proprio qui, davanti al vescovo e al popolo. “Il paradiso, d’altronde, che cos’è se non quel mistero di amore che ci lega per sempre a Dio per contemplarlo senza fine?”, ha ricordato il Papa: “La Chiesa da sempre professa questa fede quando dice di credere nella comunione dei santi”. “Non siamo mai soli nel vivere la fede”, ha assicurato Francesco: “Ci fanno compagnia i santi e i beati, e anche i nostri cari che hanno vissuto con semplicità e gioia la fede e l’hanno testimoniata nella loro vita”. “C’è un legame invisibile, ma non per questo meno reale, che ci fa essere un solo corpo, in forza dell’unico Battesimo ricevuto, animati da un solo Spirito”, ha ricordato il Papa: “Forse san Francesco, quando chiedeva a Papa Onorio III il dono dell’indulgenza per quanti venivano alla Porziuncola, aveva in mente quelle parole di Gesù ai discepoli: ‘Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”.