Lutti
La chiesa romana di San Policarpo ha accolto ieri più di mille persone, giunte per dare l’addio commosso a Susanna Rufi, la sedicenne romana, animatrice dell’oratorio, morta a causa di una meningite fulminante contratta nel viaggio di ritorno dalla Gmg di Cracovia. Il funerale, svoltosi ieri, è stato celebrato dal cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, assieme al vescovo ausiliare, monsignor Guerrino Di Tora, al parroco don Alessandro Zenobbi e ad altri venti sacerdoti. Tra i partecipanti c’erano numerosi giovani, che si sono stretti attorno alla famiglia.
Le parole del cardinale vicario hanno saputo interpretare il dolore della comunità parrocchiale. Il porporato, infatti, dopo aver riconosciuto questo momento come “un’ora di buio”, ha esposto l’interrogativo rimasto inespresso nel cuore di molti: “Perché Susanna è morta? Una domanda atroce: perché proprio questa giovane buona e generosa, che insieme a un altro milione e mezzo di giovani ha vissuto giorni belli, di speranza e di fede gioiosa?”. Il cardinale Vallini ha sottolineato che non c’è risposta umana e la ragione non può che restare muta. “C’è solo una strada, difficile, quella del Vangelo che ci dice: dopo tre giorni Gesù risorge, perché cercate il vivente tra i morti?”. Pertanto, è necessario “percorrere il buio, sapendo e credendo che, se Gesù Cristo è vivo, lo siamo anche noi”. In questi momenti “noi possiamo non comprendere – perché non si comprende – ma abbandonarci nel mistero dell’amore onnipotente di Dio e credere che Susanna oggi è in Paradiso”.