Solidarietà
Compie dodici anni il progetto “Parla più forte”, attivato dalla Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia l’indomani della storica alluvione che colpì la provincia di Lezhe in Albania e il paesino di Pllane, dove le suore dell’Istituto del Divino Zelo “s’ingegnano a revisionare apparecchi acustici del tipo analogico” a favore di bambini sordomuti. L’occasione per fare il punto sul progetto – si legge in una nota – si è avuta con “la visita alla Caritas diocesana di due suore dell’Istituto che opera in Albania, la filippina suor Caridad e l’albanese suor Ana, accompagnate da Nicola Cimadoro, referente e ideatore del progetto e da Maurizio Carlone, primario Asl e noto specialista in otorinolaringoiatria”. “Lo scopo della visita delle suore – prosegue la nota – è quello di riprendersi nel più breve tempo possibile un apparecchio di screening acustico (Oae), a seguito di taratura e revisione periodica effettuata a Padova”. Dei 350 bambini accolti nell’Istituto di Pllane, sono 30-40 gli audiolesi; di questi ultimi, la metà vive direttamente nell’Istituto che dispone di ambulatorio medico-infermieristico-logopedico e audiometrico. È inoltre attiva una scuola (Effatà) nella quale bambini audiolesi, anche non ospitati dal convitto, si integrano con bambini normoudenti. Attualmente l’Istituto di Pllane dispone di 2 sofisticate apparecchiature: “UNA può rilevare con altissima precisione se un bambino è sordomuto dalla nascita al primo o secondo giorno di vita, ma con un massimo, di 4 test giornalieri”, mentre l’altra, quella revisionata, “più maneggevole ma ugualmente affidabilissima, permette numerosi controlli giornalieri anche a pazienti che giungono da fuori provincia”. Ad occuparsene sono le due suore che “effettuano una serie di accertamenti giornalieri con le due strumentazioni e inviano i risultati in tempo reale al dottor Carlone, che ne verifica la gravità, conferma la diagnosi o indica suggerimenti e la terapia”. Per Caritas Terni, si tratta di “un progetto, portato avanti con l’impegno dei volontari, che ha dato buoni risultati nella cura delle patologie uditive nei bambini e che per il futuro necessita di ulteriori sforzi con la generosità e solidarietà di tante persone e benefattori”.