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Papa Francesco: a Meeting Rimini, dialogo “implica chiarezza propria identità”

“Un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente”. A precisarlo è Papa Francesco, nel Messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, inviato al vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, in occasione della XXXVII edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli che si è aperta oggi. In questo modo, spiega il Pontefice, “può iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l’uno e l’altro. Questa è la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volontà”. Tanti sconvolgimenti “di cui spesso ci sentiamo testimoni impotenti – prosegue Francesco – sono, in realtà, un invito misterioso a ritrovare i fondamenti della comunione tra gli uomini per un nuovo inizio. Di fronte a tutto questo, noi discepoli di Gesù quale contributo possiamo dare?”. Il nostro compito “coincide con la missione per cui siamo stati scelti da Dio: è ‘l’annuncio del Vangelo, che oggi più che mai si traduce soprattutto nell’andare incontro alle ferite dell’uomo, portando la presenza forte e semplice di Gesù, la sua misericordia consolante e incoraggiante'”, ha detto il Papa citando il proprio discorso in occasione del Premio Carlo Magno, lo scorso 6 maggio. Di qui l’incoraggiamento ai partecipanti al Meeting a “porre ogni attenzione alla personale testimonianza creativa, nella consapevolezza che ciò che attrae, ciò che conquista e scioglie dalle catene non è la forza degli strumenti, ma la mitezza tenace dell’amore misericordioso del Padre”.