Lutto
“Un uomo buono che, con la cultura cinematografica, ha saputo educare”. Così don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, ricorda Carlo Tagliabue, regista televisivo, docente universitario, critico cinematografico e autore di numerosi saggi, morto ieri, improvvisamente, all’età di 68 anni. Tagliabue è stato, tra l’altro, docente di Maffeis, nei primi anni Novanta, allora studente di comunicazione presso l’Università Pontificia Salesiana. Tra i suoi alunni anche monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, e padre Francesco Patton, custode di Terra Santa. “Chi ha avuto la possibilità d’incontrare Tagliabue – ricorda don Maffeis – è rimasto affascinato dall’umile competenza del suo porsi, dalla sua capacità di prendere per mano e introdurre nella storia e nel mondo del cinema e della televisione, da quella passione che manifestava nei libri, nei corsi, nei cineforum”. Capacità che il docente ha saputo trasfondere anche negli altri suoi incarichi, come presidente del Centro nazionale di studi cinematografici, direttore delle riviste “Il ragazzo selvaggio” e “Film”, e curatore del volume “Saranno famosi”, annuario sulle opere prime realizzate in Italia. “Chi l’ha conosciuto – conclude Maffeis – si porta dentro, soprattutto, l’immagine di un uomo buono, che con la cultura cinematografica ha saputo educare”.