Legalità

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, no agli atti intimidatori ai danni della parrocchia di Santa Maria del Soccorso

“Quanto è successo è sintomo di mentalità mafiosa” e “dimostra ancora una volta il drammatico divario tra fede e vita”. A dirlo è stato ieri sera l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, celebrando una liturgia nella piazza antistante la parrocchia “Santa Maria del Soccorso” dove la notte prima si è consumato un “grave atto intimidatorio” – spiega la diocesi – ai danni dei locali della parrocchia. Alcuni ragazzi hanno prima tirato delle pietre contro le finestre delle suore, che risiedono in una casa antistante la chiesa parrocchiale e, in un secondo momento, hanno fatto irruzione nella casa accoglienza “Itala Campagna”. Ieri mattina i volontari hanno trovato il portone divelto e tutto l’arredo e i beni della casa messi a soqquadro. “Sono stati trafugati tutti gli alimenti che avevamo acquistato per le sagre in programma per la festa parrocchiale – racconta una volontaria -, hanno aperto tutti i pacchi di pasta, spargendola per tutte le stanze della casa, un gesto di sfregio”. Il parroco, monsignor Giorgio Costantino, ha immediatamente deciso di sospendere i festeggiamenti civili: “Una decisione sofferta, ma urgeva dare un segno, uno scossone al quartiere. Troppi silenzi accompagnano gli episodi di violenza a danno di questa parrocchia. La gente mi sta incoraggiando, ha capito che era necessario non fare finta di nulla questa volta. Tantissime persone sono rimaste amareggiate da questi episodi”. “Colleghiamo le feste alla fede, alla fede vera”, ha detto l’arcivescovo durante la messa: “Non serve gridare ‘Viva Maria’ se poi siamo capaci di gesti come quelli di questa notte. La Madonna non può approvare certi comportamenti, la fede è una luce che deve illuminare la vita, soprattutto quanto ruota attorno alle feste religiose”. Casa accoglienza è un luogo “simbolo” della comunità, “è il secondo altare della parrocchia”, racconta monsignor Costantino: “Lì Cristo si immola nei fratelli poveri e bisognosi, in quelle stanze stiamo esercitando concretamente l’invito alla misericordia di Papa Francesco: garantiamo un pasto caldo, indumenti e la possibilità di fare la doccia a più di 60 persone al giorno, tra cui molti immigrati. Ma questo atto vandalico non ci fermerà”.