Carità
Come ogni settembre le Chiese della Svezia sono impegnate, da oggi, nel “mese della diaconia” che quest’anno guarda in particolare al tema della malattia mentale in particolare dei bambini e dei ragazzi. “Un problema crescente nella società oggi è quello del disagio mentale di sempre più bambini e giovani, ma nonostante questo si tratta di un tabù, è difficile parlarne e manca molta conoscenza sul significato delle diverse diagnosi”, spiega Bear Cedersjö, coordinatore di questa iniziativa, e cita alcune cifre: “Tre persone su quattro sperimentano loro stesse o convivono con familiari affetti da malattia mentale. Il 7% delle chiamate a Bris (telefono azzurro) è di suicidio e c’è una media di 8mila tentativi di suicidio all’anno in Svezia”. Per questo è “parte della missione delle Chiese mettersi a servizio di questa sfida”. A disposizione sul sito del Consiglio è stato messo, e sarà aggiunto nel corso del mese, molto materiale per aiutare i giovani, le famiglie e le comunità a riconoscere e ad affrontare quest’aspetto del disagio giovanile. Il principio guida dei filmati, dei testi e delle interviste è quello dell’“incontro della persona umana con rispetto”, ponendosi sullo stesso piano, “all’altezza degli occhi”. Comunica inoltre il sito del Consiglio che si concluderà nel 2017 un progetto di ricerca sul disagio mentale giovanile voluto nel 2012 da una serie d’istituzioni di ricerca svedesi e finanziato con 300 milioni di corone svedesi.