Ambiente

Giornata del Creato: card. Turkson (Santa Sede), “riconoscere il male che stiamo arrecando alla terra”

“Durante quest’Anno Giubilare della Misericordia, noi esseri umani siamo chiamati a mostrare misericordia verso la nostra casa comune, a riconoscere e a pentirci per i peccati commessi contro il creato e a modificare la nostra condotta di vita attraverso la grazia della misericordia di Dio”. Così il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, finora presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e ora nominato alla guida del nuovo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, spiega perché Papa Francesco ha istituito una nuova opera di misericordia, la cura della casa comune, nel suo Messaggio diffuso in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato che dallo scorso anno la Chiesa cattolica celebra oggi in unione con gli ortodossi. “Il primo passo da fare in tal senso – ha detto il cardinale – è riconoscere umilmente il male che stiamo arrecando alla terra con l’inquinamento, la vergognosa distruzione degli ecosistemi, la perdita della biodiversità e lo spettro del cambiamento climatico, che di anno in anno, sembra essere sempre più vicino e pericoloso. E’ necessario comprendere che quando arrechiamo un danno alla terra, facciamo del male ai poveri, infinitamente amati da Dio”.

Oltre al pentimento, Papa Francesco invita i cattolici ad essere anche “pronti a modificare e a cambiare il corso delle nostre esistenze sia in una dimensione individuale che istituzionale”. “A livello individuale – ha quindi proseguito Turkson -, siamo chiamati ad una ‘conversione ecologica’ da sperimentare nella nostra quotidianità, senza pensare che il nostro impegno, anche se fatto di piccoli gesti, non serva a nulla”. A livello invece globale, “è fondamentale che si convertano anche gli economisti e i politici, allontanandosi dall’ossessione egoistica di un guadagno elettorale o finanziario a breve termine, e andando verso un sincero apprezzamento del bene comune”. E a questo riguardo il cardinale ha fatto riferimento alla Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici che si è tenuta lo scordo anno a Parigi. L’Accordo di Parigi pone due gradi come limite massimo e ci domanda invece di limitare l’innalzamento a 1.5 gradi. Il raggiungimento di tale obiettivo è enormemente più difficile e richiederà che il “fermo proposito di cambiare vita” diventi persino più forte. Siamo all’altezza del compito?”.