Terremoto Centro Italia
Si svolto ieri, a Rieti, un incontro del vescovo, monsignor Domenico Pompili, con i sacerdoti, i diaconi e i religiosi della diocesi di Rieti. Un passaggio necessario per fare il punto sulla situazione dopo il terremoto e ragionare sulle cose da fare. Lo riferisce l’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi che offre un resoconto dei lavori. “La mattinata è stata aperta della recita del rosario. Un momento di preghiera quanto mai necessario nel momento attuale. Quindi monsignor Pompili ha chiamato a testimoniare i sacerdoti presenti nelle zone colpite dal sisma: don Paolo, don Giovanni, don Savino, don Cristoforo e don Fabio. Ciascuno ha riportato la propria personale esperienza, ringraziando il Signore per la protezione e raccontando le emozioni dei primi istanti, ma anche – dove possibile – i primi interventi in favore della popolazione”. Da parte sua il vescovo ha esortato “i sacerdoti a farsi ancora più vicini alla gente, ma anche a offrire un sostegno ai confratelli maggiormente compiti dal disastro. Un modo per avvicinare ulteriormente i territori che compongono la diocesi, anche nella prospettiva dell’imminente incontro pastorale della prossima settimana” dal tema “Costruire, Camminare e Confessare” che calza appieno alla situazione. “C’è un evidente bisogno di ricostruire le case e le chiese, di mettersi in movimento verso il prossimo, di confessare la nostra speranza”, ha detto monsignor Pompili che ha aggiunto: “È il cuore delle persone il paese più devastato. Ci sono persone che hanno perduto i muri portanti della propria vita: i figli, i genitori, i nonni, la casa. Ma la Chiesa non è una onlus, la Protezione Civile o la Croce Rossa. A noi oggi spetta innanzitutto il compito di consolare, di essere accanto e ascoltare, di offrire una spalla su cui piangere”. Ma questo non esclude l’intervento pratico. Monsignor Pompili ha ribadito la necessità di coordinare con la Caritas tutte le offerte di aiuto, evitando di esaurire nella fretta l’entusiasmo e la voglia di fare. “Oggi la situazione vede un rapporto tra sfollati e soccorritori che è quasi uno a uno, ma presto gli uni e gli altri diminuiranno. Quello sarà il momento di farsi avanti, di rispondere ai bisogni, di non far spegnere i riflettori sulle aree di Accumoli e Amatrice”, ha concluso il presule.