Comunicato
“L’attuazione della riforma del processo matrimoniale, introdotta dal Motu Proprio di Papa Francesco, comporta una revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici italiani. Al riguardo, la scorsa Assemblea generale aveva messo a fuoco alcune scelte determinanti, sulla base delle quali ha affidato al Consiglio permanente il compito di predisporre una proposta di aggiornamento: condivisa dai vescovi nel corso dei lavori di questa sessione, a giorni sarà inviata alla consultazione delle Conferenze episcopali regionali, per ritornare quindi a gennaio in Consiglio permanente ed essere infine sottoposta ad approvazione nel corso della successiva Assemblea generale”. Lo si apprende dal comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che si è tenuto a Roma dal 26 al 28 settembre. Tra le questioni affrontate, i soggetti di imputazione dei rapporti giuridici; la definizione dell’entità del contributo della Cei per l’attività dei Tribunali e i criteri di ripartizione; l’attenzione dei vescovi ad evitare che i fedeli siano distolti dall’accedere ai Tribunali della Chiesa a causa delle spese. Su queste linee e con l’attenzione a favorire l’omogeneità delle procedure, il Consiglio permanente predisporrà anche un Regolamento per l’organizzazione amministrativa.
Ai vescovi, inoltre, è stato presentato “il quadro – ancora parziale – delle risposte fornite dalle Conferenze episcopali regionali in merito al progetto di riordino delle diocesi”. Tra i criteri di valutazione viene evidenziata l’importanza della prossimità del vescovo al clero e alla popolazione, nonché la custodia del patrimonio e della storia di fede. Diffusa è la disponibilità a continuare a rafforzare forme di collaborazione tra diocesi vicine o in ambito regionale, nell’ottica di una condivisione che qualifichi servizi e strutture. In alcuni casi “si considera utile una revisione e razionalizzazione dei confini delle diocesi esistenti, al fine di assicurare un migliore servizio pastorale”. Una volta complete, le risposte delle Conferenze regionali saranno inoltrate per competenza alla Congregazione per i Vescovi.