Alzheimer

Monsignor Galantino: “la fede è come la luce che può illuminare il fondo del tunnel” della malattia

“Il desiderio di guarigione non è un fatto marginale nel Vangelo. Gesù stesso dice di essere venuto per stare accanto ai malati, perché la guarigione sia annuncio di speranza per tutti”. È quanto affermato da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a Bari per la giornata di studi sul tema “La malattia di Alzheimer tra fede, scienza e tecnologia”. “La malattia, ci dice Gesù, non è l’ultima parola – ha detto monsignor Galantino -. E il nostro obiettivo deve essere quello di aiutare l’altro a non distruggersi per causa della malattia”. La sua lectio magistralis si è incentrata sulla domanda “La fede è terapia?”, a cui monsignor Galantino ha risposto che “la fede del credente non assicura come per un atto magico la guarigione, ma come dice Papa Francesco nella Lumen Fidei ‘la fede è un dono di Dio e, accogliendo Gesù, lo Spirito Santo ci trasforma’. La fede è come la luce che può illuminare il fondo del tunnel. Io più di questo non so dirvi. So che dobbiamo tenere fisso lo sguardo su Cristo. È una possibilità vera di non vivere la malattia con disperazione”. Monsignor Galantino ha concluso ricordando la doverosa domanda di senso sul perché della sofferenza: “È giusto chiedersi perché succedono certe cose. Per questo la malattia non è solo un evento clinico ma esistenziale. La sofferenza umana ha bisogno di abitare la speranza. Non sempre ci si può liberare dalla malattia. Sempre però ci si può liberare dalla sua negatività. La fede è una risorsa che ha diritto di cittadinanza nel percorso terapeutico di una persona malata.