Spiritualità
A Pompei si vive l’impegno quotidiano nell’azione di contrasto ad ogni forma di disagio. Ieri, in occasione della Messa e della Supplica alla Beata Vergine Maria di Pompei, nel saluto a monsignor Beniamino Depalma, vescovo di Nola, che ha presieduto la celebrazione eucaristica e la Supplica, l’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo ha ricordato che il santuario mariano è “una casa costruita da Bartolo Longo con i mattoni della fede e con quelli della carità, in un binomio inscindibile tra spiritualità e amore concreto verso gli ultimi e gli emarginati che lo ha portato a dare vita a numerose opere sociali attive ancora oggi per l’accoglienza di bambini, anziani, madri ed adolescenti in difficoltà, diversamente abili, ex tossicodipendenti, poveri, migranti”. Le opere di carità continuano, lungo il solco tracciato dal beato Bartolo Longo, pur mutando nelle forme adeguate ai tempi diversi. Non mancano gli ostacoli da superare ogni giorno, grazie all’intercessione della Vergine Maria e del Fondatore: “Ringraziamo Dio – ha affermato monsignor Caputo –perché ci sostiene nel portare avanti, non senza difficoltà, la preziosa e pesante, e al tempo stesso bella, eredità di Bartolo Longo e affidiamo tutte le nostre vite e le nostre azioni alla Madonna del Rosario, cui è dedicata questa celebrazione che ci accingiamo a officiare”. Il presule ha anche sottolineato il profondo legame tra le Chiese di Nola e Pompei, ricordando la presenza nella città mariana “di ben tre vescovi originari proprio della Diocesi di Nola: monsignor Domenico Vacchiano; il Servo di Dio, monsignor Francesco Saverio Toppi, di cui è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione e di cui si concluderà l’inchiesta diocesana proprio nei prossimi giorni, il 13 ottobre; e monsignor Domenico Sorrentino, attuale vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino”.