Politica
Durante il dibattito tv tra i candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti, svoltosi ieri sera, al senatore della Virginia, il democratico Tim Kaine, è stato chiesto quale sia stato il momento della vita pubblica in cui ha più faticato a conciliare la sua fede cattolica con le cariche ricoperte. “Approvare esecuzioni capitali”, ha confessato in sintesi Kaine, che dal 2006 al 2010 è stato governatore della Virginia. Oltre ai temi economici e di politica estera, più volte si è tornati durante il faccia-a-faccia sui “temi etici” fra due candidati alla vicepresidenza che non hanno mai nascosto l’appartenenza a una chiesa cristiana. “La Chiesa è contro la pena di morte, e lo sono pure io, ma il mio Stato prevede questa estrema misura per crimini che la Corte ritiene orribili”. “Come candidato al governo dello Stato”, ha continuato Kaine durante il confronto con il repubblicano Mike Pence, “ero finito sotto accusa per questa mia posizione, ma da eletto ho guardato i cittadini negli occhi e ho detto: guardate, questa è la mia religione, non intendo cambiare la mia morale per strappare un voto in più, ma so che cosa vuol dire prestare giuramento, e far rispettare la legge”. Una volta eletto, “mi sono comportato esattamente così. È stato difficile – ha proseguito Kaine – dare il via libera alle esecuzioni, ma in circostanze in cui non ritenevo ci fossero motivazioni per la clemenza l’ho fatto. Decisioni sofferte, eppure chi ha fede non credo debba imporre la sua visione personale”.