Guerra
“Da oltre cinque giorni ad Aleppo, oltre un milione e mezzo di persone è senz’acqua. Mentre intorno alle infrastrutture idriche principali la battaglia infuria e l’offensiva russo-siriana è entrata ormai nella terza settimana, è stata tagliata la corrente elettrica alle stazioni di pompaggio che permettono il rifornimento di acqua alla popolazione. Per questo motivo adesso uno dei rischi principali è che i civili contraggano malattie trasmesse attraverso l’acqua contaminata”. A denunciarlo in un comunicato è Oxfam, che lancia un appello urgente affinché cessino gli attacchi sulla popolazione e sulle infrastrutture civili. “Al momento la popolazione in entrambe le parti della città – scrive Oxfam – si rifornisce di acqua dai pozzi o grazie a quella consegnata dai camion, su cui spesso la popolazione non può fare affidamento e che a volte proviene da fonti contaminate. Nel frattempo due delle principali stazioni di pompaggio sono chiuse da diversi giorni: quella di Suleiman al-Halabi, che rifornisce la maggior parte della città (dove Oxfam ha installato un generatore per fornire energia elettrica alla stazione per ovviare ai cali di tensione della rete elettrica) è inservibile a causa degli scontri in corso dentro e fuori alla zona; mentre quella di Bab al-Nairab è stata danneggiata negli attacchi aerei condotti dall’aereonautica militare russa o siriana”. “Tagliare l’acqua alla popolazione è un crimine di guerra. – afferma il responsabile delle emergenze umanitarie, Riccardo Sansone – Le parti in conflitto devono immediatamente sospendere gli attacchi sulle strutture civili come scuole, ospedali, abitazioni e infrastrutture idriche. In questo momento è prioritario consentire la riparazione alla rete idrica, sospendendo la battaglia nelle aree chiave della città, per permettere l’accesso all’acqua pulita per centinaia di migliaia di civili ad Aleppo”.