Guerra

Siria: Msf, la drammatica testimonianza del direttore di un ospedale di Aleppo Est

“Credo che con le scorte che abbiamo, possiamo resistere al massimo tre mesi. Ma se i bombardamenti continuano con questa intensità, non saremo in grado di andare avanti per più di un mese o sei settimane”. È la drammatica testimonianza – raccolta da Medici senza frontiere (Msf) – del dottor Abu Waseem, direttore di un ospedale supportato da Msf ad Aleppo Est. “Qui siamo tutti sotto assedio perciò dobbiamo occuparci di tutti i pazienti che riceviamo”, racconta Waseem, aggiungendo che “stiamo vedendo gravi lesioni cerebrali sulle quali non possiamo intervenire”. “Qualsiasi cosa tu provi a fare – prosegue il dottore – non aiuterà. Aspetti per cinque minuti mentre muoiono senza essere in grado di fare nulla per salvarli”. “Le bombe stanno colpendo zone e strade affollate, file per il pane o in cui vengono distribuiti gli aiuti”, accusa Waseem, secondo cui “questi tipi di luoghi vengono colpiti spesso” e di conseguenza “in alcuni momenti gli ospedali di Aleppo Est sono pieni. Le unità di terapia intensiva e i reparti di degenza sono tutti affollati”. “Una o due volte al giorno è necessario svuotare le corsie per fare spazio ai nuovi pazienti”, denuncia il dottore, riconoscendo che “facciamo tutto il possibile”, “gli ospedali stanno lavorando a pieno regime” e “a volte dobbiamo effettuare da 20 a 30 interventi chirurgici in un giorno in un solo ospedale”. “Durante l’assedio avremmo dovuto limitare l’uso di carburante, generi alimentari e farmaci ma – conclude il direttore – a causa degli intensi bombardamenti, che per molti giorni sono stati molto pesanti, non siamo stati in grado di farlo”.