Solidarietà

Salute mentale: messaggio di vescovi e Caritas di Piemonte e Valle d’Aosta. “Dalla comunità sostegno fraterno e attento”

“La cultura contemporanea è sempre più sensibile al tema della salute, talora fino all’‘ossessione’: più ci si cura e più ci si scopre fragili, ansiosi, impauriti. Da qui la tendenza a esasperare l’aspetto malato delle persone ‘patologizzando’ anche quando non necessario, oppure la propensione molto attuale – promossa da alcuni mass media – a presentare il disturbo psichico come unico o principale protagonista in ogni atroce delitto messo in atto dai vari terrorismi nel mondo, in genere trascurando altri aspetti (dimensione culturale, sociale…)”. Prende avvio da queste osservazioni il messaggio dei vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta e delle commissioni Caritas regionali e pastorale della salute in occasione della Giornata mondiale della salute mentali celebrata il 10 ottobre. L’Organizzazione mondiale della sanità “afferma che salute mentale significa benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri… In queste affermazioni non c’è esclusivamente la medicina, gli ambulatori, gli ospedali. Qui c’è la comunità, le persone, le famiglie, le parrocchie, ci siamo noi intesi come possibilità di supporto amorevole, fraterno, attento e premuroso”.
“Un noi non composto esclusivamente da specialisti, ma da individui che, uniti e solidali, possono in ogni frangente essere promotori di una buona salute mentale e prevenire l’insorgenza della patologia. Una Comunità vigilante affinché le persone con particolari fragilità mentali possano continuare a vivere con dignità, assicurando il rispetto dei loro diritti, anche attraverso specifiche politiche ed azioni di inclusione”. Il messaggio aggiunge: “E per noi cristiani, l’ulteriore convinzione innervata nella fede e nella Parola di Dio, come ci ricorda Papa Francesco: La comunità evangelizzatrice… sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi”.