Assemblea straordinaria
Al termine dell’Assemblea straordinaria della Conferenza episcopale colombiana (Cec), che si è conclusa ieri, è stato emesso un comunicato attraverso il quale i vescovi hanno invitato i colombiani a prendere su di sé l’attuale situazione del Paese vedendola come un tempo di responsabilità e speranza. Tutto questo “chiede di riaffermare il nostro impegno per annunciare la pace in Colombia e per continuare a lavorare per raggiungerla”. Si legge nella nota: “Noi vescovi della Colombia, assieme alle nostre comunità ecclesiali, riaffermiamo l’impegno a proseguire nel compito di riconciliazione e di costruzione di un’autentica pace. La Chiesa cattolica, lasciando da parte qualunque vincolo di partito, prosegue fermamente nell’invito perché tutti noi lavoriamo in modo disinteressato per il bene comune”.
I vescovi proseguono definendo la pace “un diritto, un dovere e una necessità per tutti” e rivolgendo un appello al Governo nazionale e alle Farc perché si arrivi presto ad un accordo definitivo e che si mantenga in modo definitivo il cessate il fuoco”. Si dicono vicini “alle speranze delle vittime, dei campesinos, delle minoranze etniche, di tutti coloro che hanno sofferto le conseguenze del conflitto nelle varie regioni del paese”. Al tempo stesso i vescovi esprimono l’urgenza di avere un “progetto nazionale”, grazie al quale vengano individuati i mali che attanagliano il paese e nel quale sia riconoscibile la partecipazione di tutti i cittadini. “Sollecitiamo il presidente della Repubblica e le istituzioni che hanno responsabilità nel paese perché accolgano le proposte che stanno emergendo da diverse parti della società, al fine di dare una forma a questo progetto, che ci dia unità nazionale e risposta ai molti problemi che abbiamo”, conclude la nota della Cec. Mentre i vescovi erano riuniti, è giunta la notizia che il presidente Santos, per favorire le ulteriori trattative dopo il fallimento del referendum sul trattato di pace, ha prolungato il cessate il fuoco dal 31 ottobre fino al 31 dicembre.