Dibattito

Fede e cultura: Milano, ripartono i “Dialoghi di vita buona”. “Digitalizzare la vita. L’esistenza calcolata”

Ripartono i “Dialoghi di vita buona”, con l’intenzione “di aiutare Milano, che si vede sempre più nei panni della metropoli europea, a trovare occasioni per ragionare sulle questioni che decidono il nostro futuro”. L’appuntamento è per lunedì 24 ottobre, alle ore 20.30, al Piccolo Teatro studio Melato. “I confini tra naturale e artificiale – spiega una presentazione dell’iniziativa – oggi si vanno confondendo e sovrapponendo, creando un potere di manipolazione che va oltre ogni immaginazione: mappatura del genoma, digitalizzazione del vivente, superamento e perfezionamento della vita, influenza della tecnica nella vita, nell’educazione, nelle relazioni fondamentali”. Il titolo della prima serata è “Digitalizzare la vita. L’esistenza calcolata”, alla presenza dell’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola. “Si metterà al centro il tema della vita, analizzando il significato di naturale e artificiale in tre mondi: la ricerca scientifica, l’educazione e la cura, la riflessione filosofica”. Protagonisti saranno il giornalista Ferruccio De Bortoli; Giuseppe Testa, scienziato dell’Università degli studi di Milano e Ieo; Susanna Mantovani, pedagogista dell’Università di Milano Bicocca; Silvano Petrosino, filosofo dell’Università Cattolica di Milano. Seguiranno le parole e le canzoni di Omar Pedrini in dialogo con Pietro Galeotti, oltre a momenti di teatro e di cinema.
Commentando il tema che sarà proposto, l’arcivescovo ha dichiarato: “Durante la serata dei Dialoghi di vita buona ci sarà il tentativo di affrontare un problema che sta assumendo dimensioni di grande delicatezza: in senso generale il rapporto tra ciò che chiamiamo naturale e ciò che chiamiamo artificiale nella nostra vita. Basti pensare a tutto il mondo virtuale della computeristica, a tutto quello che sta facendo la genetica e la bioingegneria genetica, a tutto quello che si sta facendo nel mondo dei massa media, bancario e finanziario”. Si parlerà quindi “dei tentativi che sono in atto e, in alcuni contesti, sono già avanzati di digitalizzare il genoma di tutti, in vista anche di una medicina che sappia prevedere in anticipo quali possono essere i rischi di una persona”.