Accoglienza
Sono atterrati questa mattina a Fiumicino i 72 profughi siriani, grandi e piccoli, cristiani e musulmani, imbarcati con un regolare volo di linea da Beirut e arrivati in tutta sicurezza nel nostro Paese grazie a un visto per motivi umanitari rilasciato dall’ambasciata di Beirut. Dall’inizio dell’anno – si legge in una nota stampa – è il quarto gruppo che giunge in modo legale e sicuro nel nostro Paese, e domani dal Libano ne arriveranno altri 56. In tutto 45 minori, 14 donne sole, 18 nuclei famigliari e 19 singoli. Saliranno così a 400 le persone, a maggioranza siriane, giunte in Italia grazie ai “corridoi umanitari” promossi ecumenicamente da Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio. Ad accoglierli oggi a Fiumicino i rappresentanti delle tre realtà cristiane: pastore Luca Maria Negro, presidente Fcei; Christiane Groeben, vice presidente Fcei; Susanna Pietra, responsabile dell’Ufficio Otto per mille valdese; e per Sant’Egidio il suo fondatore Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo e la responsabile migrazioni Daniela Pompei. Con loro anche il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, e il sottosegretario del Viminale, Filippo Bubbico. Sottolineando come quello dei corridoi umanitari sia un “modello di civiltà, che permette a persone in fuga da guerra e persecuzione di arrivare in Italia in dignità e nel rispetto dei diritti umani”, il ministro Paolo Gentiloni, lanciando un monito all’Europa, ha ricordato che non basta che lo faccia solo l’Italia: “Quella dei corridoi umanitari è una grande lezione, che ci insegna che c’è un modo diverso di gestire l’immigrazione. Ne va della nostra civiltà – ha detto il ministro –. Noi continueremo a lavorare sul fronte dell’accoglienza e del soccorso in mare. Ma questo lavoro deve essere sostenuto e condiviso da tutta Europa”. Luca Maria Negro e Andrea Riccardi hanno rimarcato l’aspetto ecumenico del progetto e ricordato lo spietato racket dei trafficanti di uomini: grazie ai corridoi umanitari è possibile sottrarre vite umane ai “padroni dei barconi”. E intanto, il presidente Negro ha annunciato la nascita venerdì scorso della prima “figlia dei corridoi umanitari”, Shamsa – in arabo “raggio di sole” – nata a Torino da una coppia di profughi siriani arrivati a giugno da Beirut. Il forte valore simbolico dell’iniziativa è stato evidenziato da Susanna Pietra: “Con questo progetto diciamo che un’altra politica è possibile! Anche se entro domani saranno arrivate ‘solo’ 400 persone, il nostro vuole essere un modo per scuotere le coscienze”.