Politica

Volontariato europeo: Costa (Parlamento Ue), “serve un quadro giuridico comune”. Sostegno alle associazioni

“Sappiamo che la gratuità del servizio dei volontari alla comunità produce non solo inclusione e coesione sociale, ma anche innovazione, competenze di cittadinanza e crea ricchezza: si stima che contribuisca al 5% del Pil della Unione”. Così si esprime Silvia Costa nel dibattito in corso a Strasburgo sul Servizio di volontariato europeo. L’eurodeputata domanda alla Commissione di confrontare i quadri normativi nazionali e predisporre un quadro giuridico europeo “che definisca lo status del volontario, con diritti e doveri, che agevoli la mobilità e il riconoscimento delle competenze acquisite”. Infine: “Dobbiamo creare le due condizioni indispensabili perché l’esperienza di volontariato possa diventare ovunque in Europa un’esperienza condivisa e accessibile per tutte le età e condizioni personali: deve essere possibile la conciliazione tra vita professionale e attività di volontariato e devono anche essere sostenute, con adeguato quadro giuridico e finanziario, le associazioni e i centri di servizio al volontariato per le azioni di tutoraggio, formazione e organizzazione dei volontari”. Un’ultima raccomandazione alla Commissione: quella di “attivare una grande campagna di informazione e sensibilizzazione, di intesa con l’associazionismo europeo del volontariato, per evidenziarne il valore civile e sociale”.