Religioni e Pace

Dialogo: 30 anni dello “Spirito di Assisi”. Mons. Spreafico (Cei), “quanto mai attuale dire che solo la pace è santa”

Lo spirito di Assisi compie oggi 30 anni e “non solo non è invecchiato ma è quanto mai attuale, in un tempo difficile dove si usa la religione per affermare non la pace ma la guerra”. Così monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, parla al Sir dell’anniversario che si celebra oggi della preghiera per la pace convocata il 27 ottobre 1986 da Giovanni Paolo II ad Assisi.
“A trent’anni di distanza oltre 500 rappresentanti di diverse religioni si sono ritrovati ad Assisi e in quella occasione – ricorda oggi il vescovo Spreafico – Papa Francesco ha detto chiaramente che solo la pace è santa, la guerra non è mai santa. Credo che questo sia un messaggio da ribadire oggi e in un mondo conflittuale come è il nostro, siamo tutti chiamati in a trovare le ragioni del convivere e del dialogo. Non c’è altra via. E il dialogo non vuole dire rinuncia a se stessi e alla propria identità. Al contrario solo chi ha una identità può dialogare”.
L’Europa – ricorda poi il responsabile del dialogo per la Cei – sta vivendo in un tempo in cui l’altro, che bussa alle porte del Vecchio Continente, mette paura. “Forse bisogna ascoltare le storie di queste persone che arrivano da noi perché dietro ci sono storie drammatiche. Bisogna avere un cuore molto duro per dire di no a chi scappa da guerra o miseria, ad una mamma e ad un papà che mettono i loro figli su un barcone purché si salvino”. E conclude: “Purtroppo le paura innestano nei cuori un rifiuto dell’altro. Come faceva notare il filosofo Bauman ad Assisi, in una società globalizzata siamo stati capaci di costruire l’altro per poter giustificare le nostre paure e darcene una ragione. Noi dobbiamo invece imparare a capire che tanto più in un mondo globalizzato l’altro non è un nemico ma può far parte del noi”.