Dopo il sisma
“Le scosse di ieri hanno assestato gravi danni alle strutture già a rischio e sferrato un duro colpo psicologico a chi ha già vissuto attimi drammatici e sogna solo di tornare alla normalità. Lo stress è palpabile e le persone hanno paura di dormire nelle proprie case. Il freddo però comincia a farsi sentire rendendo l’opzione delle tendopoli quasi impraticabile. Purtroppo anche le scuole sono state chiuse fino a data da destinarsi, per via delle verifiche che dovranno fare su agibilità. Questo per i bambini è un grave danno”. Lo afferma Alessandro Volpi del Programma Italia di WeWorld , di ritorno da Amatrice. L’onlus WeWorld ha scelto di intervenire a seguito del terremoto in Centro Italia con un un contributo economico – immediato e diretto – ai beneficiari per rispondere a esigenze primarie: dall’acquisto di un auto usata per raggiungere il posto di lavoro all’aiuto nella spesa. “Il programma è stato già sperimentato in altre situazioni, anche nei paesi in via di Sviluppo e funziona: per le persone beneficiarie è un’importante occasione per stabilire le proprie priorità e responsabilizzarsi, dato che il contributo è accompagnato da un nostro monitoraggio e una continua collaborazione per garantirne l’efficacia – spiega Volpi -. Oggi con queste nuove scosse stiamo valutando di allargare il nostro intervento anche alle nuove zone colpite”.
Dopo un primo periodo di analisi dei bisogni e la scelta di non intervenire immediatamente l’unità mobile di WeWorld (composta da psicologi, educatori, esperti di impresa sociale ed empowerment) ha iniziato a incontrare le persone per capire le loro esigenze primarie per voltare pagina. Sono già 15 i beneficiari individuati con cui si è stretto un accordo, a cui seguiranno altri 20 entro la fine di novembre. Le persone terremotate sono state selezionate anche attraverso dei colloqui con i componenti di un comitato di soggetti del terzo settore del luogo e una verifica delle singole situazioni sia prima che durante la selezione.