Siria

Aleppo: p. Alsabagh (parroco), “tutti i bambini sono malnutriti, il loro panico è straziante”

“Vivere ad Aleppo è impossibile. Tre bambini su 5 hanno problemi di salute legati a disturbi psicologici. L’80% delle persone è senza lavoro e il 92% delle famiglie vive sotto la soglia della povertà”. Lo ha detto padre Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità latina di San Francesco d’Assisi ad Aleppo, in questi giorni in Italia per la presentazione del suo libro “Un istante prima dell’alba” (Edizioni Terra Santa). Un’occasione per raccontare il martirio di quella che un tempo era la capitale economica della Siria. Gli abitanti di Aleppo oggi sono un milione e 400mila, di cui 200mila ad Est, sui 4 milioni presenti prima dell’inizio della guerra. Da tre anni la Bigia, così è conosciuta Aleppo, è praticamente senza luce, “si va avanti con i generatori”, e anche l’acqua viene erogata saltuariamente. In città, ha affermato il parroco, “non esiste né carne né formaggio e tutti i bambini sono malnutriti: il loro panico è straziante. Non sanno cosa sia un cioccolatino mentre sanno tutto di pistole, pallottole e armi. Noi cerchiamo di farli uscire dalle case, dai sottoscala dove vivono rintanati, per portarli a feste del catechismo o a manifestazioni, come quella per la pace organizzata recentemente con Acs, cui sono venuti 800 bambini, sia cristiani che musulmani. Siamo molto attivi anche dal punto di vista pastorale con la celebrazione di messe, le visite nelle case, i raduni delle associazioni della parrocchia e il lavoro di tanti volontari, soprattutto giovani”. La Chiesa locale cerca di rispondere “con creatività” ai bisogni della gente: “sono 23 i progetti di aiuto realizzati da quando sono parroco. Diamo pacchi alimentari mensili, essenziali per molte famiglie. Rispondiamo al male con il bene. Cosa possibile grazie a tanta solidarietà manifestata continuamente nei nostri confronti”.