Shoah
Oggi pomeriggio, 3 novembre, a Genova una marcia silenziosa ricorderà la deportazione degli ebrei genovesi avvenuta il 3 novembre del 1943 quando furono arrestate una ventina di persone. Altri arresti seguirono nei giorni immediatamente successivi quei tragici avvenimenti: in tutto furono deportate 261 persone, e fra queste furono solo venti i sopravvissuti. A 73 anni da quei tragici fatti, la Comunità ebraica di Genova, la Comunità di Sant’Egidio, il Circolo Primo Levi e l’Università di Genova hanno organizzato una marcia della memoria, per ricordare una delle pagine più nere della vita della città. Si tratta di un evento che coinvolge tutta la città (soprattutto i giovani, le scuole, persone di diversa nazionalità e religione) che nasce dall’antica amicizia di Sant’Egidio con gli ebrei. Da sette anni la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità ebraica di Genova, ricordano i tragici eventi del novembre 1943 con una marcia silenziosa, illuminata dalle fiaccole e accompagnata dai nomi dei campi di sterminio, che tocca tutti i luoghi che fecero da scenario a quegli eventi. La marcia avrà inizio alle 17:30 presso la Galleria Mazzini nel punto esatto dove venne arrestato il rabbino Emanuele Pacifici – attualmente ricordato da una “pietra d’inciampo” – per concludersi presso la Sinagoga che il 3 novembre del ’43 venne profanata dalla retata nazista che diede inizio alla deportazione.