Detenuti
Al Giubileo dei carcerati sono iscritte, al momento, oltre 4.000 persone, di cui più di mille saranno i detenuti, provenienti da 12 Paesi nel mondo: Inghilterra, Italia, Lettonia, Madagascar, Malesia, Messico, Olanda, Spagna, Usa, Sudafrica, Svezia. Il programma del Giubileo, pertanto, non poteva non prevedere uno spazio riservato a loro. Lo ha reso noto monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, precisando che “quanto verrà vissuto domenica prossima in san Pietro, troverà riscontro in tante diocesi del mondo che si uniranno al Santo Padre per celebrare in modo solenne questa giornata con i carcerati”. “Nei mesi scorsi abbiamo scritto a tutte le Conferenze episcopali del mondo, invitando i vescovi a vivere questa domenica visitando le carceri e celebrando il Giubileo con i detenuti”, ha detto il vescovo: “Molte sono state le risposte positive che sono giunte e possiamo realmente pensare che la celebrazione avrà una eco mondiale nella sua realizzazione”. Sono stati invitati a partecipare al Giubileo in Roma i detenuti con i loro familiari, gli agenti della Polizia Penitenziaria e altri operatori penitenziari, i cappellani delle carceri e le associazioni che offrono assistenza all’interno e all’esterno delle carceri. “Per la prima volta sarà possibile a un grande numero di detenuti provenienti da varie parti d’Italia e di altri Paesi, essere presenti nella basilica di San Pietro per vivere il proprio Giubileo con Papa Francesco”, ha ricordato Fisichella a proposito dell’inedita iniziativa giubilare del Santo Padre: “Sappiamo che il Papa tiene molto alle persone detenute, nei suoi viaggi apostolici ha desiderato ripetutamente visitare le carceri e lasciare ai detenuti un messaggio di vicinanza e di speranza. Il programma del Giubileo, pertanto, non poteva non prevedere uno spazio riservato a loro”.