Detenuti
“Il gruppo più numeroso proviene dall’Italia con cui, fin dai primi mesi del Giubileo, si è potuto realizzare un’attiva collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Grazia e di Giustizia, unitamente all’Ispettorato generale dei Cappellani”. Sono i dettagli del Giubileo dei carcerati, in programma il 5 e 6 novembre, diffuso oggi in Sala Stampa vaticana da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. “Questa fattiva collaborazione ha permesso che i detenuti di tutte le categorie possano essere rappresentati in San Pietro”, ha proseguito: “Ci saranno, quindi, minori, persone in alternativa al carcere sul territorio, persone in detenzione domiciliare e detenuti definitivi con condanne diverse… Insomma, una presenza vera che segna un reale impegno per offrire un futuro e una speranza oltre la condanna e la durata della pena”. La collaborazione con il ministero di Giustizia ha consentito, inoltre, che sei detenuti svolgessero il loro servizio come volontari del Giubileo: “Un’esperienza intensa vissuta da tutti con spirito di genuino impegno e responsabilità”, ha commentato Fisichella. Nella giornata di sabato, i partecipanti avranno la possibilità, nelle chiese giubilari, di confessarsi e di compiere il pellegrinaggio verso la Porta Santa di San Pietro attraversando il percorso di via della Conciliazione, per prepararsi alla celebrazione del giorno successivo. Dalle ore 7.30 sarà possibile entrare in basilica, in attesa della celebrazione della Messa presieduta dal Santo Padre alle ore 10. A partire dalle ore 9, quattro testimonianze: “Un detenuto che in carcere ha sperimentato l’esperienza della conversione, che parlerà insieme alla vittima con la quale si è riconciliato; il fratello di una persona uccisa che si è fatta strumento di misericordia, quindi di perdono; un ragazzo minorenne che sta scontando la sua pena e, infine, un agente della Polizia Penitenziaria, che quotidianamente è a contatto con i detenuti”. Le testimonianze saranno intercalate da musiche e canti realizzate dal Coro Papageno, composto da volontari e detenuti della Casa Circondariale “Dozza” di Bologna. Il servizio liturgico sarà svolto dai detenuti, e le ostie che saranno utilizzate per la Messa sono state prodotte da alcuni detenuti del carcere di Opera di Milano. Per questa celebrazione, sarà esposto per la prima volta il Crocefisso restaurato di recente ad opera del Capitolo della Basilica. Si tratta di un Crocefisso ligneo del XIV secolo che, tolto il primo Giubileo del 1300 di Papa Bonifacio VIII, ha di fatto visto tutti i Giubilei della storia fino ad oggi. Accanto alla croce, sarà esposta la statua della Madonna della Mercede, protettrice dei prigionieri. Prima della Messa, il Papa saluterà alcuni carcerati e personalità presenti alla celebrazione. L’Angelus domenicale sarà come sempre recitato dal Palazzo Apostolico e i detenuti vi parteciperanno in un settore della piazza.