Dialogo

Papa Francesco con i musulmani di Francia: mons. Dubost, “importante che il Papa abbia loro manifestato rispetto e affetto”

“I tempi sono difficili ma non dobbiamo esagerare le difficoltà perché nella tragedia ci sono segni di luce e speranza”. Descrive così monsignor Michel Dubost, vescovo d’Evry e responsabile per i vescovi francesi delle relazioni con l’Islam, l’udienza che questa mattina papa Francesco ha avuto con un nutrito gruppo di leader di diverse religioni e, subito dopo, con una delegazione del Consiglio francese del culto musulmano guidata dal presidente Anour Kbibech.
“Per noi – dice al Sir il vescovo Dubost – era importante che il Papa potesse manifestare al Consiglio del culto musulmano di Francia il suo rispetto e il suo affetto. In Francia – spiega mons. Dubost – si ha l’impressione che i musulmani siano guardati come terroristi, fautori di guerra. E soprattutto dopo l’assassinio di padre Hamel era importante che i musulmani francesi sentissero vicino i cattolici e che i cattolici potessero dire quanto li rispettiamo e desideriamo vivere con loro. Il messaggio è oggi dire: non fermiamoci di fronte alle difficoltà ma, come ci ha indicato il Papa, impegniamoci a camminare tutti, gli uni accanto agli altri, sul cammino della misericordia. I musulmani dicono che Dio è misericordioso, anche noi lo crediamo. Siamo allora immagine del Dio misericordioso”. L’appello a non invocare il nome di Dio per giustificare odio e violenza è importante e “non è la prima volta che il Papa lo dice. Il ruolo dei leader religiosi è quello di desacralizzare i conflitti”.