Papi
Il “profilo” del papato scelto da Benedetto XV, “che è oggi dato per scontato da tutti, a tutte le latitudini politiche, è in realtà un’invenzione di Benedetto XV, così come furono sua invenzione alcune tendenze che segneranno tutto il secolo XX”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenuto oggi al Colloquio internazionale “Papa Giacomo della Chiesa nel mondo dell’inutile strage”, organizzato dall’arcidiocesi di Bologna e dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII. “Spesso la sua figura ha rischiato di venire quasi compressa e quasi trasformata in una semplice premessa a quella frase memorabile, lapidaria al pari di un giudizio profetico, della Prima Guerra Mondiale come ‘inutile strage’, riducendo la sua azione ad un puro contorno a quell’atto”, ha sottolineato il porporato. “Al momento dell’elezione di Papa Della Chiesa – ha ricordato Parolin – la convinzione, o meglio l’illusione, di molte Cancellerie era quella di essere davanti ad un conflitto che sarebbe stato breve e risolutivo. E dunque la scelta, anzi le scelte, di Benedetto XV si stagliano da questo orizzonte, perché mostrano da subito una percezione dell’orrore che la guerra scatena e accumula, come sempre”. Nel contesto bellico “nel quale quasi 10 milioni di soldati persero la vita e milioni di uomini si trovarono bisognosi di un soccorso in cui il papato si prodigò senza sosta”, Benedetto XV “fu un Papa ‘diplomatico’ nel senso più alto del termine, affermando, con le parole proprie di un mestiere delicato, la sollecitudine per l’uomo reale e la vita concreta delle comunità civili e religiose: e insieme un Papa che toccò con mano come promuovere la pace non sia qualcosa di estrinseco alla missione della Chiesa, ma parte essenziale del suo compito davanti alla storia e davanti al Vangelo”.