Papi
“Nel suo pontificato Benedetto XV ha espresso una delle più alte lezioni del magistero petrino del Novecento: spiritualità, adeguamento pastorale, carità universale, capacità di mediazione tra le posizioni moderniste e integraliste, uniti alla finezza della diplomazia e la denuncia della guerra come male assoluto sono la cifra di un pontificato da rileggere e riproporre”. Sono queste alcune delle considerazioni espresse oggi dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, all’apertura del convegno internazionale su “Benedetto XV e il mondo dell’inutile strage”, inserito all’interno delle celebrazioni istituzionali sul periodo della Grande Guerra. Il cardinale ha aggiunto che “diocesi di Bologna e diocesi di Genova, chiese sorelle e legate nella persona di Papa Benedetto XV, vogliono ricordare un Papa profetico che espresse parole di denuncia contro la guerra”, chiamandola “l’inutile strage”. Le due diocesi ricordando anche che, “come accade nella storia dell’umanità, quel grido non venne ascoltato”. Giacomo Della Chiesa, uomo di Dio dalla grande anima e spiritualità, “fu capace di vedere in grande e di vedere nel particolare”. Partendo “dal magistero di Benedetto XV – ha inoltre affermato Bagnasco – rivediamo l’Europa di oggi e le sue difficoltà. Le parole di Della Chiesa sono ancora oggi un viatico per una idea profonda d’Europa come organismo vivente”. In “Ad beatissimi” ha detto Bagnasco, Benedetto XV parla di “un’anima profonda”, riprendendo Romano Guardini, per il Continente europeo sulla quale si regge “su una saggezza cristiana che è ciò che garantisce la stabilità della comunità umana e dunque anche di quella europea”.