Libertà di religione
(Bratislava) “Un secolo XXI più umano è nostro obbligo morale”. Lo scrive Ján Figel, inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo (FoRB) al di fuori dell’Ue, in una dichiarazione pubblicata in occasione della Giornata internazionale per la libertà religiosa, commemorata di recente. Attualmente questo valore fondamentale e universale – scrive – è fortemente limitato e attaccato nella maggior parte dei Paesi e dei territori del mondo, e questo rappresenta il 74% della popolazione mondiale. Riferendosi all’impatto del comunismo, del nazismo e di altri regimi antidemocratici dei decenni scorsi, si pone la domanda se “il secolo dei genocidi finirà o continuerà”. Secondo Ján Figel, “gli assassini sistematici, la tortura, la riduzione in schiavitù, i sequestri, gli stupri e le persecuzioni che vengono perpetrati contro le minoranze etniche e religiose nei territori controllati dallo Stato islamico costituiscono uno dei più gravi crimini – il genocidio”. Un prerequisito importante per sconfiggere questa minaccia e scongiurare il ripetersi di barbarie è sconfiggere la nostra “ignoranza, indifferenza e paura” che aiuta i fanatici e gli autori dei delitti. “Il nostro silenzio fa male alle vittime”, continua la dichiarazione, invitando le autorità e ogni individuo a promuovere la libertà religiosa, “l’etica della responsabilità e l’educazione alla vita nella diversità” come modi principali per poter combattere il fondamentalismo religioso, l’estremismo violento e il terrorismo. “Se continuiamo a tagliare le radici dell’indifferenza, dell’ignoranza e della paura possiamo far crescere una cultura della dignità umana per tutti e in ogni luogo che porterà frutti positivi nel nostro secolo”, conclude l’Inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo.