Imprese
In Italia le imprese tradizionali hanno perso quasi 500mila posti di lavoro tra il 2008 e il 2014, mentre il numero complessivo dei lavoratori delle cooperative sociali è passato da 340mila a 407mila, registrando così una crescita del 20,1%. Sono solo alcune delle rilevazioni contenute nel rapporto “Social enterprises and their eco-systems: A European mapping report” della Commissione europea, pubblicato la scorsa settimana e coordinato da Euricse. Il report ha dato seguito al primo Mapping study svolto nel 2014 e che aveva come obiettivo quello di migliorare la qualità dei risultati contenuti in sette dei 29 rapporti nazionali elaborati nel 2014. Lo studio evidenzia come il fenomeno dell’impresa sociale in Italia sia tra i più evoluti livello europeo. Il suo ecosistema è infatti ricco, ben sviluppato e diversificato e può contare sul supporto da parte delle istituzioni pubbliche locali e nazionali così come di efficaci sistemi di sostegno reciproco (consorzi). Nel nostro Paese – indipendentemente dalla forma giuridica – ci sono circa 100mila imprese sociali che coinvolgono più di 850mila lavoratori e 1,7 milioni di volontari. Stando al dossier, inoltre, le cooperative sociali si confermano le principali protagoniste del mondo delle imprese sociali in Italia: tra le forme organizzative che più soddisfano i requisiti della definizione europea dell’impresa sociale contenuta nel documento “Social Business Initiative”, ci sono anche le imprese sociali ex lege e le associazioni e fondazioni.