Carcere

Papa Francesco: udienza, “essere strumenti di misericordia farà più bene a noi che agli altri”

foto SIR/Marco Calvarese

“Tutti noi possiamo essere strumenti della misericordia di Dio, e questo ci farà più bene a noi che agli altri, perché la misericordia passa attraverso un gesto, una parola, una visita”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza generale di oggi, in cui ha spiegato che compiere un atto di misericordia significa “restituire gioia e dignità a chi l’ha perduta”. “Anche san Pietro e san Paolo sono stati in carcere”, ha ricordato Francesco, che poi ancora a braccio ha raccontato un episodio che riguarda domenica scorsa, in cui ha presieduto la Messa per il Giubileo dei carcerati. “Nel pomeriggio – le parole di Francesco – è venuto a trovarmi un gruppo di carcerati padovani. Ho chiesto loro cosa avrebbero fatto il giorno dopo, prima di tornare a Padova. ‘Andremo al Carcere Mamertino, per condividere l’esperienza di Paolo’, mi hanno risposto. Sentire quello mi ha fatto bene: volevano andare a trovare Paolo che è stato prigioniero pure lui, e questo è bello, mi ha fatto bene”. “È commovente la pagina degli Atti degli Apostoli in cui viene raccontata la prigionia di Paolo”, ha proseguito Francesco: si sentiva solo e desiderava che qualcuno degli amici gli facesse visita”. “Si sentiva solo perché la grande maggioranza l’aveva lasciato solo, al grande Paolo”, il commento fuori testo. “Queste opere di misericordia sono antiche, eppure sempre attuali”, ha sottolineato il Papa, ricordando ancora a braccio che “Gesù aveva lasciato di fare quello che stava facendo per fare visita alla suocera di Pietro: un’opera di carità antica, e Gesù l’ha fatta”.