Chiusura
“Anche se la Porta Santa si chiude, l’azione dello Spirito d’Amore continua. Il Signore sta alla porta e bussa. Sempre”. Lo ha affermato stasera don Fortunato Di Noto, vicario foraneo di Avola, presiedendo nella chiesa madre della città siciliana la celebrazione di chiusura del Giubileo. “Quanti di noi, in quest’Anno della misericordia hanno avuto il dono di riconciliarsi con un fratello, con una sorella, con un amico; quante comunità cristiane hanno ricevuto il dono di superare le ataviche inimicizie e pregiudizi; quanti tra di noi, per un dono Suo, hanno preso l’iniziativa di abbracciarsi in pace e nella pace superando la visione di uno sguardo nemico e distante”, ha rilevato il sacerdote. “Quanti preconcetti e sospetti abbiamo superato. Quanti si sono riconciliati dopo anni di rancori, divisioni, odio. Quanti doni ricevuti, non per meriti propri ma per il Suo grande amore”, ha proseguito don Di Noto, evidenziando che “chi ha ricevuto Amore non può rimanere ad oziare o nella pigrizia e nell’accidia”. “Oggi non chiudiamo niente; la Porta Santa è e rimane sempre aperta: la ruota del sepolcro si è ormai aperta”, ha osservato il sacerdote. Don Di Noto ha concluso l’omelia con un invito: “Non facciamoci prendere dallo scoraggiamento, facciamo germogliare l’amore e la vita, nelle parole e nelle opere, continuiamo, con la grazia del Signore, a chiedere sempre perdono, così da incarnare in un rapporto ‘corpo a corpo’ la misericordia del Padre”.