Settimanali cattolici
“Anni intensi quelli della presidenza Fisc: faticosi e appassionanti. La Federazione si ritrovò al cuore della vita ecclesiale italiana”. Così monsignor Duilio Corgnali, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici dal 1993 al 1998, ricorda al Sir gli anni della sua presidenza, in occasione della XVIII assemblea elettiva che si apre oggi a Roma e del 50° di fondazione della Fisc. “Due – sintetizza Corgnali – erano gli impegni egualmente ineludibili. Da un canto, era urgente affermare ancor più la presenza dei settimanali cattolici nell’ambito dell’editoria italiana come momento cruciale della democrazia informativa in Italia. Ciò ha richiesto alla Fisc di farsi portavoce di tutta l’editoria ‘minore’ e di doversi confrontare pressoché quotidianamente con le istituzioni civili preposte (Governo, Parlamento, Sindacati). Nel mentre occorreva irrobustire la capacità professionale dei nostri settimanali diocesani con aggiornamenti tecnologici, amministrativi e della professione giornalistica. C’era bisogno anche di allargare la famiglia dei settimanali soprattutto nelle diocesi del Sud”. Per questo, “la presidenza divenne quasi itinerante in tutti i territori italiani”.
In secondo luogo, aggiunge Corgnali, “durante la presidenza grande è stata l’attenzione e l’impegno conseguente a servizio della Chiesa in Italia”. La Fisc ha operato “in costante contatto” con la presidenza e con la segreteria generale della Cei. “Va qui ricordata la presenza della Federazione al convegno ecclesiale di Palermo per la cui preparazione, sul versante della comunicazione, è stato importante se non decisivo l’apporto culturale dei settimanali cattolici. La Fisc comprese, e si spese non poco per far comprendere alla compagine ecclesiale italiana, l’impatto dei nuovi media sul comportamento sociale e, dunque, sul versante dell’evangelizzazione. Una consapevolezza puntuale che rimane ancor oggi una delle scommesse più intriganti per chi opera sul fronte informativo”.
L’augurio per la Fisc, conclude Corgnali, è che “svolga ancora e meglio il prezioso servizio di coscienza vigile della Chiesa italiana nel campo dell’informazione e della comunicazione”.