Assemblea Usg
“Come conciliare, nel ministero del superiore, la preoccupazione per la serenità e la stabilità dell’istituzione delle comunità e la preoccupazione di dare attenzione alle chiamate profetiche che possono sorgere, con il rischio di mettere in discussione l’equilibrio stabilito di una pratica istituzionale?”. Se lo è domandato fra Bruno Cadoré, maestro dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), aprendo questa mattina l’88ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali in corso a Roma sul tema “Andate e portate frutto. La fecondità della profezia”. Per fra Cadoré, una delle sfide principali dei superiori è “l’animazione – ossia la formazione permanente – della vita delle comunità”: “E per fare ciò, credo che conti il rapporto ‘narrativo’ nella costruzione dell’identità, ossia le modalità che verranno impiegate affinché i membri di una comunità, conversando della loro esperienza di fede, del loro legame con simili realtà sociali nella loro storia personale, delle loro paure e delle loro speranze, delle amiciz2ie stabilite con l’ambiente intorno alla comunità, accedano allo sviluppo di un racconto sul senso della loro presenza e delle loro solidarietà in quel luogo”. “Non si sceglie di essere profeti – ha concluso fra Cadoré – come si potrebbe decidere un’azione politica, pastorale o spirituale. È il profeta ad essere scelto, e mandato, ed egli capisce la sua missione realizzandola”.