Assemblea Usg
“Chi ha un ruolo di servizio dell’autorità come noi ha anche la responsabilità particolare di mettere le Congregazioni in uscita, perché alla fine le decisioni più importanti passano attraverso di noi. E abbiamo nelle nostre mani il potere di aprire o chiudere, di frenare o di spingere. Tutti siamo invitati a mettere un po’ di follia e di audacia nella nostra vita, e di andare oltre ciò che è conosciuto. Uscire dalla nostra zona di conforto per andare verso quello spazio dove avvengono i miracoli”. Ne è convinto Emili Turú Rofes, superiore generale dei Fratelli Maristi, che questa mattina è intervenuto all’88ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali in corso a Roma. Fratello Rofes, dopo aver presentato il progetto Lavalla200>, si è detto convinto che “le cose non possono continuare ad essere come sono” e che, citando Michael Davide Semeraro, “oggi non serve più riformare la vita consacrata ma bisogna formattarla di nuovo, utilizzando il linguaggio informatico”. “Ci piaccia o no, abbiamo nuove necessità, nuove velocità, nuovi modi di scrittura e di comunicazione. Non si può tornare indietro, ma dobbiamo trovare un sistema nuovo per intercettare il nostro desiderio più profondo e riuscire a incarnarlo nel reale delle nostre possibilità, in ascolto degli appelli che vengono dai nostri fratelli e sorelle in umanità. La nostra sfida evangelica – ha aggiunto – non è quella di difenderci dal mondo, ma di abitarlo. Ci vuole più coraggio. Non possiamo lasciarci paralizzare dai pericoli, ma dinamizzare – come a suo tempo fecero i nostri padri – dagli appelli della storia, cercando un difficile equilibrio tra ciò che abbiamo già collaudato e ciò che dobbiamo ancora collaudare accettando volentieri di muoverci, con acuto discernimento, tra provvisorietà, sperimentazione e autenticità con coraggio e audacia”.