Settimanali cattolici
“L’impegno alla Fisc ha costituito per me un periodo particolarmente intenso e bello. Mi è servito per entrare più a fondo nel mondo del giornalismo e per allargare gli orizzonti sulla Chiesa italiana e universale”. Mons. Gilberto Donnini, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici fra il 1986 e il 1992, ricorda al Sir “con estremo piacere” gli anni da direttore del settimanale “Luce” (Varese e Altomilanese) e quelli dell’esperienza alla Fisc, “conosciuta nel 1980, appena entrato al giornale, e proseguita fino al momento di passare alla direzione dell’ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Milano”, chiamato dall’allora arcivescovo Martini. “All’interno della Federazione era allora in corso una approfondita riflessione sul ‘territorio’, spazio di riferimento della diffusione del giornale, ma non solo. Il territorio non era identificato con il campanile, con un’area geografica, ma era inteso come comunità locale, che vive e opera in un determinato ambiente e che si apre a una realtà più ampia”, per ragioni economiche, sociali, culturali. “Storia, tradizione e popolo di una determinata realtà, quale può essere la diocesi, si inseriscono in un contesto sempre più ampio, come già si intuiva allora”. “E a maggior ragione per la comunità cristiana l’orizzonte è quello, vastissimo, della Chiesa italiana e universale”.
Riflessioni queste, riferisce Donnini, “che allora erano sollecitate ed elaborate da figure di grande spessore, fra cui basterebbe citare mons. Cacciami o Gianfranco Garancini, e sviluppate in vari convegni a San Miniato, Cortona, Lecco…”. I settimanali, e con essi la Fisc, avevano dunque intuito la necessità di un “continuo ripensamento e riposizionamento” rispetto a un contesto in evoluzione. “Ritengo che questi elementi siano tuttora validi, anche perché i ‘territori’ nei quali i nostri giornali sono chiamati a operare sono in continua trasformazione; inoltre abbiamo a che fare con tecnologie e orizzonti sempre nuovi, fra cui il web”. Un augurio alla Fisc che spegne 50 candeline? “Anzitutto la volontà di rinnovare questo patrimonio di riflessione per essere sempre strumenti di informazione al passo coi tempi. Inoltre i giornali Fisc possono contribuire a fare un’informazione meno massificata e superficiale di quella che purtroppo ci viene spesso proposta, proprio perché sono giornali vicini alla gente e della gente”.