Società

Salute: Censis-Farmindustria, prevenzione discontinua. Dal 2014 non raggiunta soglia minima vaccinazioni

Tra gli anni 2009–2016, in materia di salute si segnala nel nostro Paese una grande discontinuità sul fronte della prevenzione. Lo rivela la ricerca del Censis “Gli italiani e la salute”, realizzata con il contributo di Farmindustria e presentata oggi a Roma, presso il Censis, da Ketty Vaccaro, responsabile dell’area Welfare e salute dell’istituto. Dal 2014, si legge nell’indagine, la maggior parte delle vaccinazioni dell’età pediatrica non ha raggiunto la soglia minima di copertura al 95%, necessaria per Assicurare “l’immunità di gregge”. Dopo il boom delle vaccinazioni, strumento fondamentale di sanità pubblica, registrato nei primi anni Duemila a seguito dell’adozione del primo Piano nazionale vaccini 1999-2000, lo studio parla di “una trasformazione del paradigma culturale della vaccinazione, in cui la dimensione della obbligatorietà risulta ampiamente ridimensionata e la scelta individuale assume un peso crescente”. Già a partire dal 2010 si registra un lieve calo, pur nella variabilità tra le diverse vaccinazioni; tendenza che prosegue negli anni successivi. Mentre nel 2014 la soglia minima di copertura al 95% in grado di assicurare “l’immunità di gregge” non è stata raggiunta per la maggior parte delle vaccinazioni dell’età pediatrica, coperture ancora più ridotte si sono rilevate nel 2015. Un trend in negativo rilevabile anche rispetto alle vaccinazioni antiinfluenzali: la copertura per la popolazione passa dal 17,9% nel 2010-2011 al 13,9% nel 2015-2016, e per la popolazione di 65 anni e oltre nel 2015-2016, e per la popolazione di 65 anni e oltre passa dal 65,9% nella stagione 2010-2011 al 49,9% nel 2015-2016.